Editoriali


APERTA LA CAMPAGNA PER IL RINNOVO DEL DIRETTIVO NAZIONALE
VINCENTE SARA’ LA STRATEGIA DELLA COMUNICAZIONE

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09/09/2007
di Antonio Cavallo

Con il settembre 2007 entriamo nel vivo delle manovre, a livello nazionale, per
le candidature dei colleghi che aspirano, o vengono pregati, ad assumere il non
facile mandato di guidare la politica dell’Ancupm per il prossimo triennio.
Il Comandante della P.M. di Pescara, avv. Ernesto Grippo, coadiuvato dalla
nostra Presidenza, ha avuto l’alto incarico di organizzare, per il 12 e 13 ottobre
p.v., le annuali Giornate di Studio, contestualmente all’indizione dell’Assemblea
generale dei Soci che dovrà eleggere il nostro nuovo governo nazionale.
Con l’apertura ufficiale della corsa per il rinnovo verticistico dei nostri organi
sociali, tornano a circolare suggerimenti, scambi di veduta, idee e proposte su
personalità di spicco, su suggerimenti ed esperimenti di interessanti scelte di
nomi tra i più illustri del panorama nazionale, tutt’insieme capaci di esprimere
un nuovo modello di “stare insieme” per ricostruire, come ai vecchi tempi, una
comunione operativa e comportamentale più rispondente ai nuovi tempi, più
vicini alle crescenti necessità dei soci, sempre più desiderosi di sentirsi protetti
da una casa –madre più disponibile nel difenderli e proteggerli nella loro vita
professionale, specialmente in questo aleatorio momento storico di rischio
esistenziale che continua ad affliggere la Categoria. Intenso il chiacchiericcio e
le velleità, insieme alle tante critiche e sospetti da parte di colleghi che,
demoralizzati dalle lunghe attese di nuove e positive aspettative di ordine
giuridico-etico- professionale-economico, vorrebbero vedere potenziata la
nostra azione di incidenza politica, intraprendendo una nuova fase di
sindacalizzazione dell’Ancupm per vederla seduta nelle efficaci stanze
decisionali del proprio futuro, in forte crisi.
Mentre la maggior parte degli associati insiste nello scommettere
sull’innovazione tecnologica e culturale quale spinta propulsiva per l’effettivo
miglioramento dei nostri apparati operativi,altri colleghi richiedono elezioni di
figure professionali collaudate sul campo, e in divisa, per poter contribuire
all’effettivo conseguimento di maggiori risultati individuali e collettivi, così
innescando contemporaneamente un vero e proprio circuito virtuoso per
ringiovanire e migliorare la nostra rappresentanza sociale.
Nè vanno trascurate le aspirazioni di tanti nostri anziani colleghi,ancora giovani
di spirito e di fede, in servizio attivo ed in pensione, che nella selezione
collocano al primo posto il merito ed il talento che quotidianamente mostrano
di possedere e praticare o che hanno largamente dimostrato di possedere nel
tempo che fu.
Anche tra noi, pertanto, si alternano giudizi e valutazioni diversificate,
incentrate sul binomio anzianità e merito, sulla contrapposizione gerontocrazia
(assertrice della regola prudenziale che i giovani non possono pretendere i
posti di comando grazie alla sola loro età) e outsider giovanili (portatori di
effervescenti innovazioni non sempre positive sul piano del nuovo e del
ricambio generazionale).
L’Ancupm, isolata e circondata da venti di movimentazione e sotterranei
contrasti ideologici, ha ora, come mai, bisogno dell’apporto costruttivo e
fantasioso degli uni e degli altri, saggiamente e liberamente selezionati,
purchè all’altezza di saper continuare a scrivere la lunga nostra storia tra le
popolazioni, che nasce dal passato e che guarda ancora e sempre di più, con
fiducia democratica, al suo più luminoso avvenire, indispensabile per una
strategia complessiva e articolata della sicurezza e della legalità, sempre
presente nelle cronache quotidiane, spesso paradossali e lontane dalla
cognizione culturale e giuridica del nostro antico patrimonio istituzionale.
I problemi dell’Ancupm, soprattutto di natura comunicazionale, sono tanti e
sotto gli occhi di tutti:ma non siamo solo noi a convivere con queste negatività,
le cui cause sono le più varie e diversificate, proprio come avviene nelle attuali
disgregazioni delle famiglie, della religione, dei partiti, della società e dello
Stato!
Ma le tante difficoltà non riescono a scalfire la nostra autorevole
sopravvivenza sull’intero scenario nazionale, protesa nella difesa, ad oltranza,
del nostro Ordinamento giuridico, che, superati schemi accentratori e non
curanti del forte vento anticosti della politica, vogliono sbriciolare e smantellare
ab imis.
Grazie ai nostri moderni strumenti mediali di comunicazione e soprattutto
all’attiva azione quotidiana di informazione e formazione del nostro sito
internet, l’Ancupm continua, aldilà di ogni pregiudizio ideologico, a fungere da
faro e bussola nella sua mission di orientamento e stimolo per le tante
professionalità esistenti nella Categoria, tesoro delle culture locali, stimolate in
continuazione, e su tutto il territorio nazionale, a sempre crescere in termini di
nuove sensibilità sociali e culturali.
Nell’era della globalizzazione anche delle conoscenze, strategico diventa ogni
miglior impulso per l’organizzazione di nuovi modelli operativi capaci di
procurare sempre più possibili soddisfazioni individuali e collettivi anche nel
mondo del nostro lavoro. A tal fine, all’esame del nuovo Direttivo sarà
proposto, in primis, l’ammodernamento ed il potenziamento di risorse umane e
di nuove opportunità tecnologiche on line (blog e reti territoriali), innovazioni
tutte finalizzate a rilanciare il dialogo della comunicazione orizzontale
interdelegazionale e quello tra gli stessi soci, attraverso la diffusione e il
continuo scambio di informazioni utili per l’aggiornamento professionale, per le
attività di studio, consultazioni e ricerche, senza passare dalla tradizionale
catena di comando.
Ideale salto in avanti sarebbe la progettazione di una immediata costituzione di
una più onorevole compagine redazionale del nostro Bollettino,aperta a tutti i
soci che vogliono collaborare organicamente con il nostro servizio informativo,
non con vile spirito di cupidigia danarosa, ma stimolati da vocazione di
autentica passione nell’offrire agli altri “cultura e conoscenza ed esperta
testimonianza di onorato servizio”, virtù tutte sempre più rare e per ciò stesso
sempre più preziose.
Auspicabile ne conseguirebbe ed esaltante sarebbe poi il dar vita ad un nuovo
“rivoluzionario”, aristotelico, organismo accademico, a carattere scientifico
sulle nostre dinamiche professionali, un Comitato delle più prestigiose energie
intellettive della Categoria, all’altezza di voler e saper interloquire
strategicamente sulle nostre potenzialità sociali con il mondo esterno, con gli
apparati politici, istituzionali e culturali del Paese.
Piattaforma di osservazione a 360 gradi sulla vita nazionale e sulle vicende
tutte delle situazioni locali, questo laboratorio di leadership culturali, miniera di
competenze e di saperi professionali, impostato, senza barriera alcuna, su una
solida e moderna arte comunicazionale, dovrebbe assolvere a funzioni di
monitoraggio, comparazione ed emulazione continua delle nostre competenze,
agorà elitaria, intelligenza e fantasia creatrice per lo sviluppo della Polizia
Locale, da sostenere con nuove sperimentazioni sociali, con nuove tendenze
rinnovatrici- tecnologiche e, soprattutto sul piano umanistico e della solidarietà
sociale.
Nella mente di Dio rimarrebbe la fortuna di scegliere quale ideale Presidente di
questo prestigioso “gruppo di lavoro” un giovane collega, ma non troppo, in
dignitosa divisa, versato nella pratica comunicazionale, interprete attento e
diligente dell’obiettiva ed oculata gestione dell’attuale nostro complesso e
delicato momento storico ed esistenziale, possibilmente da superare e
accompagnare nel migliore futuro per l’intera Categoria.
Suo sarà il diritto , suo il merito, suo l’orgoglio ed onore. A Lui, allora, gli
Auguri migliori per realizzare questo storico Progetto, a Lui affidiamo la
speranza di continuare a nobilitare la storia della Polizia Municipale, luminosa
tradizione di cultura popolare che nessuno deve cercare di arrestare e nessuno
può ritenere, superficialmente, esaurita!

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